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Il Musmi arricchisce la sua offerta espositiva. Un nuovo allestimento è pronto a valorizzare il Museo Storico Militare collocato nel Parco della Biodiversità di Catanzaro.


Grazie alla convenzione stipulata, a suo tempo, dalla dirigente Rosetta Alberto con l’associazione “Calabria in Armi”, sarà possibile apprezzare il rinnovato progetto espositivo curato dal colonnello Salvatore Moschella.
Nello specifico, il periodo napoleonico e quello risorgimentale duplicheranno la loro superficie espositiva con la collocazione di numerosi nuovi cimeli, quali l’elmo delle Guardie d’Onore a cavallo della guardia reale del Regno Italico, quello di ufficiale del reggimento di cavalleria dragoni “Regina” e la divisa completa di sciabola, corazza ed elmo di un ufficiale di un reggimento corazzieri dell’impero Austro-Ungarico. Mentre lo spazio dedicato agli Ussari ospiterà rari reperti e uniformi del Regno delle due Sicilie.
Una nuova grande sala accoglierà, inoltre, i cimeli militari riguardanti la battaglia di Maida del 4 Luglio 1806, la cui ricostruzione modellistica costituirà uno strumento didattico prezioso per comprendere l’evoluzione del confronto fin nei suoi minimi particolari.
A realizzare una perfetta e fedele riproduzione in scala della Battaglia, con la finitura di oltre 1000 soldatini di piombo e la pitturazione degli stessi, sono stati numerosi ragazzi che, svolgendo il servizio civile, hanno dedicato il loro tempo all’arte, coordinati dal prof. Giuseppe Spatola dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. L’idea del presidente del Parco Michele Traversa, condivisa dal presidente della Provincia Sergio Abramo, è servita a regalare al Museo tanti nuovi pregiati pezzi da esporre al pubblico.
A dieci anni dalla sua inaugurazione, avvenuta sotto la presidenza di Michele Traversa, oggi presidente del Parco, il Musmi è divenuto un punto di riferimento per appassionati di storia e scolaresche provenienti da tutta la regione.
E le novità al Parco della Biodiversità continuano con la ristrutturazione della voliera che da tempo non era più in grado di ospitare gli esemplari di uccelli. Tre avvoltoi, un gufo reale e la famiglia delle aquile rapax sono ritornate nella loro casa. La sostituzione dei travi portanti in stato di marcitura, il ripristino dei posatoi con erba sintetica e la ricostruzione dei nidi hanno reso possibile il ripristino del riparo per animali, curati dall’amorevole opera prestata dal direttore sanitario del Cras, Debora Giordano.

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