Via libera al Piano strategico del Centro Servizi Avanzati Condoleo. Riunito il partenariato. Il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno: la dimostrazione tangibile che i fondi europei in Calabria possono essere spesi bene

11 Gennaio 2018

 

 

CATANZARO – 10 GENNAIO 2018. “Il Centro Servizi realizzato a Condoleo è 

la dimostrazione tangibile che i fondi europei in Calabria possono 

essere spesi, e spesi bene per portare ricadute positive in termini di 

crescita e sviluppo”. E’ quanto ha affermato il presidente della 

Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, in occasione della riunione che ha 

sancito il via libera al Piano strategico del Centro Servizi Avanzati 

Condoleo, struttura dall’Amministrazione provinciale di Catanzaro per la 

cui realizzazione sono stati investiti oltre dieci milioni di euro di 

fondi europei provenienti dalla scorsa programmazione regionale.

Ieri mattina, infatti, alla presenza del presidente dell’Ente 

intermedio, Enzo Bruno, della dirigente del settore Politiche 

Comunitarie e Sviluppo locale, dottoressa Rosetta Alberto, del vice 

presidente Marziale Battaglia e del coordinatore dell’assistenza tecnica 

professor Massimo Fotino, si è riunito il partenariato - composto dei 

sindaci di 44 comuni della provincia, dei rappresentanti di 

Confindustria, Sindacati, Associazioni e Università e delle imprese 

operanti nel territorio per un totale di 70 soggetti - che ha approvato 

anche la forma di gestione del Centro nella forma dell’associazione.

Il Centro Servizi, situato tra Belcastro e Mesoraca e situato nell’area 

dell’ex azienda modello Condoleo, avrà come missione quella di erogare 

servizi reali a favore delle attività produttive, in particolare nei 

campi della ricerca e dell’innovazione per la riduzione dei costi di 

produzione, il miglioramento della compatibilità ambientale dei processi 

e l’incremento della qualità dei prodotti nel comparto zootecnico e in 

quelli del tessile, del legno, della bioedilizia.

“La storica struttura agricola ospiterà il nuovo Centro Servizi 

destinato alle imprese del territorio, al mondo accademico ed alla 

ricerca e sperimentazione, e offrirà una importante ricaduta 

occupazionale sul territorio coniugando innovazione e tradizione. Sono 

convinto che i territori possono produrre nuova crescita complessiva e 

duratura solo quando sono in grado di declinare i saperi locali in una 

vision condivisa – ha detto ancora il presidente Bruno -. E’ questo mix 

che rende i territori luoghi speciali e unici che diventano così fertili 

ambienti creativi per la crescita. Oggi – ha concluso il presidente 

Bruno ringraziando in particolare la dottoressa Rosetta Alberto per il 

grande lavoro prodotto per il perseguimento di questo risultato – 

consegniamo simbolicamente al partenariato le chiavi di questo Centro 

Servizi che è stato ultimato e attende di essere riempito di contenuti”.

Fine e compito del Centro Condoleo è quello di diventare un hub, un 

punto di riferimento territoriale, in grado di unire gli attori locali e 

farli agire insieme, di stimolare la cooperazione e la condivisione 

delle scelte nonché di intraprendere percorsi virtuosi di crescita e di 

attrazione di finanziamenti e investimenti. Da questo punto di vista, il 

Piano Strategico varato ieri costituisce un impulso collettivo ad 

investire nello sviluppo, nella qualità territoriale e del lavoro ed in 

generale nel miglioramento della vita dei cittadini.

Dal canto suo, Rosetta Alberto ha affermato che“il Piano Strategico del 

Centro Servizi Avanzati Condoleo non è solo un documento programmatico, 

è soprattutto un metodo di lavoro per gestire in rete le diverse 

componenti del territorio interessate dal Piano per lo Sviluppo Locale 

denominato “L’Anima del territorio e le sue forme: la forza della 

tradizione nell’era della globalizzazione”. Si tratta, ha proseguito 

Alberto, di “un piano-programma di lungo periodo, un processo che non 

sarà costruito dall’alto bensì realizzato collettivamente puntando 

sull’attivismo della comunità, sul dinamismo e la voglia di fare 

dell’imprenditoria locale”.