11 Settembre 2017 - Commemorazione delle vittime dell’alluvione del 2000, al Camping Le Giare, il ricordo del presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno

CATANZARO – 10 SETTEMBRE 2017. “Mario, Paolina, Rosario, Salvatore, 

Serafina, Iolanda, Ida, Giuseppina, Gabriele, Franca, Antonio, Concetta 

e Vinicio, il cui corpo non è mai più stato ritrovato. Nomi e volti che 

restano segnati in maniera indelebile nel nostro cuore e nel ricordo di 

una tragedia che poteva, e doveva, essere evitata”. Il presidente della 

Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, ricorda con profondo cordoglio, 

esprimendo vicinanza ai familiari, i volontari dell’Unitalsi e degli 

ospiti del Camping Le Giare che nella notte e il 10 settembre del 2000 

sono stati travolti e uccisi dalla piena del torrente Beltrame, in 

occasione del diciassettesimo anniversario dall’alluvione che ha colpito 

in particolare il Soveratese.

“Rendere omaggio a quelle vittime non è un rito sterile, un appuntamento 

consolidato per consuetudine. Ricordare le vittime della furia del 

Beltrame che travolse e inghiottì nel fango tredici persone, votate al 

prossimo nella solidarietà e nella fede, è un dovere civico – dice 

ancora il presidente della Provincia – e nello stesso tempo un monito a 

non perdere di vista mai quanto è necessario fare a tutela del 

territorio per impedire il ripetersi di una tragedia che ha segnato 

profondamente la nostra storia di calabresi”.

  “Abbiamo il dovere di non dimenticare e di mettere in campo ogni misura 

politica e amministrativa atta a garantire adeguate risorse alla 

prevenzione e alla tutela del suolo – ha concluso il presidente Bruno – 

per evitare il ripetersi l’ennesimo disastro ambientale destinato a 

lasciare sul campo vittime innocenti. La Provincia di Catanzaro lo 

ricorda ogni giorno, guardando a quella stele che lo scorso anno è stata 

installata nel cuore del Parco della Biodiversità proprio per omaggiare 

le vittime del Camping Le Giare e, nello stesso tempo, la generosità e 

lo spirito di sacrificio dei volontari dell’Unitalsi che in quella 

occasione hanno pagato un prezzo altissimo”.