09 Marzo 2017 - Intitolata a Giuditta Levato la Sala Conferenze del Museo Musmi

Catanzaro  8 Marzo 2017

Il Presidente della Provincia, Enzo Bruno: nel  giorno della festa della donna   
omaggiamo un sacrificio di grande  attualità.

Intitolare la Sala Conferenze del Museo storico militare di Catanzaro
a Giuditta Levato, la prima vittima nella lotta al latifondo in Calabria,
significa farne conoscere il sacrificio estremo di questa donna,
morta a 31 anni e con un figlio in grembo, nella difesa del diritto al lavoro
soprattutto in una regione come la Calabria.
Ma nello stesso tempo fare della sua storia un punto di 
riferimento per le future generazioni. Con questo spirito il Consiglio 
provinciale di Catanzaro ha approvato all’unanimità la richiesta del 
presidente, Enzo Bruno, di intitolate a Giuditta Levato un luogo così 
significativo nel cuore del Musmi. Il Museo storico militare di 
Catanzaro raccoglie testimonianze importanti di due secoli di storia, e 
da oggi potrà contestualizzare e dare visibilità allo sforzo di chi, 
come Giuditta, dopo aver combattuto la guerra, si è ritrovato a lottare 
per la sopravvivenza e i diritti nella dura battaglia per il lavoro, 
innescando processi importanti, con una targa realizzata in occasione 
del 70 anni della morte. Questa mattina, alla presenza dei parenti di 
Giuditta - Antonio Scumaci,  Maria Fotino, Giovanni Corea, Maria Davoli 
– il presidente Bruno ha scoperto la targa apposta all’ingresso della 
Sala Conferenze del Musmi, benedetta da don Raffaele Rimotti.
Presente il prefetto di Catanzaro, Luisa Latella, oltre che numerose 
autorità militari e civili. Accanto al presidente Bruno anche il sindaco 
di Sellia Marina, Francesco Mauro, il Comune che ha dato i natali a 
Giuditta, e la direttrice del Musmi, la dirigente Rosetta Alberto. Tra i 
presenti, il segretario generale della Cgil di Catanzaro, Raffaele 
Mammoliti e i componenti della sua segreteria; Daniele Carchidi della 
segreteria regionale della Cgil; il presidente della commissione 
regionale Antimafia, il consigliere regionale Arturo Bova; il vice 
presidente della Provincia, Marziale Battaglia; i consiglieri 
provinciali Aquila Villella, Ciccio Severino e Rosario Lostumbo; il 
sindaco di Decollatura, Anna Maria Cardamone; la presidente della 
commissione pari opportunità della Provincia di Catanzaro, e componente 
della commissione di parità regionale, Elena Morano Cinque.
“Giuditta Levato muore rivendicando il diritto al lavoro, per la sua 
famiglia, per i suoi figli, per una comunità che tentava una rivoluzione 
di civiltà e per se stessa – ha esordito il presidente Bruno -. Ma 
Giuditta Levato non era soltanto una semplice bracciante, Giuditta era 
la sposa e la sorella di tutti i contadini combattenti, era la madre dei 
bimbi mal vestiti; era una donna che aveva nobilmente intuito e voleva 
che i lavoratori del suo paese, avessero insieme agli uomini di tutta 
l’umanità, la libertà dal bisogno e la fine delle guerre.
La figura di Giuditta Levato è quella di una donna consapevole della sua 
forza interiore, presente al suo tempo, sostenuta da valori e sentimenti 
di amore, gioia, dolore, dignità, libertà  che attraversano la sua vita, 
pertanto il suo esempio, deve rappresentare un  patrimonio comune anche 
in un tempo come il nostro in cui la violenza di ogni tipo e la 
corruzione rendono complicata la vita del cittadino. Ed il suo 
sacrificio è di grande attualità, basti pensare a quanto avvenuto, non 
più tardi di un mese fa, nelle campagne di Andria: il sacrificio di 
un'altra donna, un'altra bracciante agricola morta dalla fatica,  Paola 
Clemente. Paola e Giuditta – ha detto ancora Bruno - sono la faccia di 
una stessa medaglia, ieri come oggi, dove il diritto al lavoro,  sembra 
ancora un privilegio per pochi.
Le ultime parole, pronunciate da Giuditta Levato sono state quelle di 
non arrendersi agli eventi ma di combattere per un mondo migliore, dove 
ogni cittadino possa essere libero dalle frustrazioni e dalla miseria”. 
Qual è dunque Il messaggio che Giuditta Levato comunica ad ogni 
cittadino, alle Istituzioni, alla comunità? “Quello di non lasciarsi 
vincere dall’ingiustizia, per paura o viltà – ha concluso il presidente 
Bruno - ma lottare per la libertà perché  la giustizia, l’equità sociale 
prevalgano sempre”.
Il presidente Bruno ha, quindi, voluto ringraziare sua eccellenza il 
prefetto Luisa Latella per la presenza, ennesima dimostrazione di una 
vicinanza istituzionale che rafforza l’azione amministrativa quotidiana 
dell’Ente nell’interesse prioritario del territorio. “Il mondo 
produttivo ed in particolare il settore agricolo – ha rimarcato il 
prefetto – soffre ancora di retaggi che sono medioevali che soffocano i 
diritti e la dignità delle lavoratrici. Per superare questi limiti non 
bastano le leggi, che ci sono: basta pensare l’importante legge sul 
Caporalato. Le leggi devono essere applicate e sostenute, anche 
dall’informazione che svolge un ruolo determinante per la crescita del 
territorio. Intitolare la sala conferenze del Musmi a Giuditta Levato è 
davvero una scelta significativa, soprattutto nel giorno della giornata 
dedicata alle donne”.
“Voglio ringraziare ancora una volta il presidente Bruno ed a tutti i 
consiglieri provinciali per la scelta di intitolare alla nostra 
concittadina Giuditta Levato questa sala – ha detto il sindaco di Sellia 
Marina, Francesco Mauro - in ciò costituisce motivo di orgoglio e 
soddisfazione per l'Amministrazione Comunale e l'intera comunità 
selliese. Giuditta Levato è una donna che ha sacrificato la propria vita 
per dei valori attuali, come il diritto al lavoro e della dignità 
dell’uomo. Abbiamo bisogno di raccontare queste storie che diventano 
esempio per noi amministratori. E da Sellia Marina si lancia un forte 
appello a costruire un mondo diverso per le nuove generazioni”.
Quello di intitolare la sala conferenze a Giuditta Levato è un “impegno 
mantenuto”, ha ricordato il segretario generale della Cgil di Catanzaro, 
Raffaele Mammoliti. Il presidente Bruno, infatti, aveva annunciato di 
proporre l’intitolazione proprio nel corso del dibattito organizzato 
dalla Cgil nell'ambito della tavola rotonda sul tema "Giuditta Levato: 
una vita di lavoro". “Troppo spesso, noi calabresi, dimentichiamo con 
quale determinazione e quale impegno civico una donna della nostra terra 
ha messo l’impegno civico davanti alla propria vita per difendere il 
diritto al lavoro – ha aggiunto Mammoliti -. Una battaglia per la 
libertà delle donne in particolare e dei contadini in generale in una 
fase molto particolare della vita del Paese”. Il segretario generale 
della Cgil ha ricordato le parole di Giuditta rivolte al senatore Poerio 
da girare ai propri familiari: “Dite loro di non piangere ma di 
combattere per vendicarmi”. “Giuditta Levato – ha concluso – non 
appartiene ai contadini, ma a tutti i lavoratori e con i calabresi. Un 
monito nel proseguire compatti nella lotta contro le diseguaglianze e le 
disparità e per il diritto al lavoro”. Un esempio di cui essere 
orgogliosi, insomma, che secondo il presidente della commissione 
regionale antimafia, il consigliere Arturo Bova dovrebbe essere 
valorizzata in ogni occasione possibile. “Se Giuditta fosse nata in 
un’altra regione e in un altro contesto territoriale – ha affermato – 
della sua storia e del suo esempio sarebbero state piene le pagine dei 
libri di storia”. E l’apposizione della targa dedicata a Giuditta in un 
museo storico militare contribuirà a valorizzare la sua memoria e 
trasmettere il suo esempio e i valori che ha difeso oltre i confini 
regionali.