C’è chi sostiene, come: G. Barrio nel suo volume "De antiquitate et situ Calabriae" (Roma 1571)., G. Marafìot, nel suo volume "Croniche et antichità di Calabria" (Padova 1601), Padre G. Fiore nella sua "Calabria illustrata" (Napoli 1691 - 1743), F. D. Romeo, nato a Maida il 1726, nella sua "Cronaca di Maida", B. Romeo nel suo poemetto "Melanide", che Maida è da identificarsi con l’antica Melanio, la leggendaria città fondata da Italo re degli Enotri, popolo protolatino che, stando a quanto dice Strabone, era stanziato su quella parte della Calabria compresa tra l’istmo di S. Eufemia e lo stretto di Messina. C’è chi, come il De Fiore nella sua "Monografia di Maida" (1894), afferma che la città ebbe origine ai tempi delle prime incursioni saracene (sec. IX). Chi, infine, come il Parisi, nel suo volume "Il feudo di Maida", ricorda che, data l’esistenza nella zona, stando a quanto affermato in alcune lettere da 8. Gregorio Magno neI 602, di una sede vescovile ad turres e di un’altra myriense, e data quindi la necessità di provvedere alla difesa di dette sedi vescovili, i bizantini, molto probabilmente, diedero vita, intorno al VII secolo, ad un borgo fortificato il cui nome sarebbe rimasto ignoto per lungo tempo e che potrebbe essere identificato con la "Maghyda" citata nei più antichi documenti scritti in lingua greca.

Certo, ad un primo esame, la tesi che vuole Maida-Melanio fondata dal mitico Italo, re degli enotri, può apparire priva di fondamento, avvolta com’è nei veli della leggenda ed in assenza di precisi riscontri storici. Ma in ogni leggenda è racchiuso sempre un nucleo di verità che può essere portato alla luce togliendo i veli e le incrostazioni che, man mano, nel tempo, si sono stratificati attorno ad esso.

Dal ricorso a strumenti complementari, quali l’archeologia, emerge, nel caso in esame, un chiaro dato: la presenza, all’inizio del primo millennio a.C., in questa parte della penisola, di insediamenti di stirpi protolatine a cui appartenevano i siculi, i morgeti, gli enotri.

I ritrovamenti di numerosi lastroni di copertura di tombe a fossa, tipiche della prima età del ferro nelle campagne che circondano Io sperone roccioso su cui. sorge il moderno abitato di Maida, attestano la presenza di necropoli che presuppongono la necessaria coeva esistenza di insediamenti urbani non molto distanti.

È quindi molto probabile che un villaggio fortificato sorgesse, da qualche parte, su quelle stesse rocce che oggi ospitano il tessuto urbano della odierna Maida e che fornivano, di per sé, una valida protezione naturale contro eventuali assalti nemici.

Certo quanto ora detto, non autorizza ad affermare che lì sorgesse Melanio, la mitica città di Italo, questa è la leggenda, ma si può sostenere, ed è questo il nocciolo di verità in essa contenuto, che quasi certamente quei luoghi videro il sorgere di insediamenti umani appartenenti alla cultura delle tombe a fossa.

Tralasciamo, comunque, tali argomenti nella spranza che qualche significativo ritrovamento possa in un prossimo futuro gettare piena luce su di essi ed approdiamo alla storia.

L’esistenza di Maida è storicamente documentata già nel corso del primo quarto del sec. Xl. Troviamo, infatti, citato il nome di Maida nella cronaca lavense che risale aI 1014.

È documentato che nell’anno 1020 l’emiro AkaI, disceso in Calabria dalla Puglia, occupo "Castro Maidano" facendo strage di cittadini"

Sappiamo:

a) che il condottiero normanno Roberto il Guiscardo, durante le operazioni per la conquista di Reggio, soggiornò per un breve periodo presso Lacconia, l’odierna Acconia, e strinse patti di alleanza con Nicastro e Maida che riconobbero, nel luglio del 1057, la di lui autorità, anche per porre fine alle scorrerie dell’emiro di Squillace;

b) che nel novembre dell’anno successivo lo stesso Roberto, in compagnia del fratello Ruggero, tornò in Maida per svernare.

Il nome di Maida, inoltre, è documentato nel diploma (rilasciato dal gran conte Ruggero il 6 maggio 1098 a proposito della dotazione fondiaria del monastero di Santa Parasceve) nel quale si legge chiaramente che il suddetto monastero sorge non lontano dalla porta occidentale di Maida.

Da quanto brevemente accennato si desume che Maida doveva rivestire una certa importanza se fu oggetto di assedio da parte dei saraceni e se gli stessi normanni si preoccuparono di stringere accordi di pace con essa. Ciò porta ad una sola conclusione: la presenza e l’importanza di Maida appaiono consolidate già intorno all’anno 1.000 e, quindi, la sua data di nascita è da collocarsi ben prima di quel periodo. Non è dato sapere con precisione quando Maida fu fondata.Molto probabilmente l’importanza strategica del luogo, che permetteva di controllare lo svolgersi dei traffici e dei movimenti delle truppe lungo tutto l’istmo, non sfuggì ai bizantini i quali costruirono (o ricostruirono?) lì una cittadella fortificata (resti di mura bizantine erano ben visibili fino ad una trentina di anni fa lungo la via così detta costiera prima che la cementificazione li inghiottisse per sempre, cfr. Parisi: Il feudo di Maida, Il Monastero di S. Veneranda, capace di contrastare l’espansione dei longobardi. Del resto, lo stesso etimo del nome Maida, anticamente Maghida, è da ricercare nella parola greca Maghis-Maghidos che significa pane, spianatoia e, non a caso, lo stemma della città raffigura una donna guerriera in atto di difendere una torta di pane. Il ruolo di guida politica, militare, culturale che, durante lo svolgersi del Il millennio, Maida esercitò su tutto il territorio circostante è testimoniato dai resti delle sue imponenti fortificazioni, dalle numerose chiese e dagli importanti monasteri che qui sorsero e che per secoli furono centri di irradiazione di cultura e civiltà. Questo patrimonio storico e culturale va raccolto e valorizzato.

2 Aprile: Festa Patronale

" San Francesco di Paola"

Nel convento di Gesù e Maria, la cui fondazione risale all’anno 1469 ad opera di Padre Francesco Maionara, appositamente invitato a Maida da S. Francesco, i frati svolsero umilmente, nel corso dei secoli, la loro opera volta ad aiutare i deboli e a sfamare i poveri, contribuendo ad affermare, in Maida, il culto di S. Francesco di Paola. Per ricordare i valori della carità cristiana professata da quegli umuli frati, il 2 aprile di ogni anno, in occasione della ricorrenza della festività del Santo viene celebrata dai maidesi la " Ciciarata" che consiste nella distribuzione, presso il convento, di pasta e ceci e di pane che vengono consumati, in un’atmosfera di gioie e di festa, all’ombra degli ulivi che circondano il Convento.

Stemma di Maida

Anno 1574, Archivio di Stato di Napoli: voci di vettovaglie, busta 56, fascicolo l,foglio 36.Ricerca effettuata dal Prof. Leopardi Grèto Ciriaco

Riproduzione di Antonio Spanò